Ascolti, visioni, fotografia, letture, web design

mercoledì, gennaio 11, 2006

Sette anni

Finalmente queste cazzo di feste sono finite. Tutta quest'euforia, per poi cosa? Migliaia e migliaia di persone che si sbattono per niente. Fino alla fiammata finale: il capodanno!

Era così anche sette anni fa. Me lo ricordo bene, quello del '98, che ci aveva fatto entrare nel 1999. Abbiamo camminato sopra una tappeto di cocci di bottiglie. La morte di Fabrizio De André. Sì, me ne ricordo proprio bene.

Ne è passato di tempo. E a volte mi chiedo se per caso non possiamo sembrare un pò... come dire? patetici? Ma guarda tu cosa mi metto a pensare! Sarà meglio andare a berci qualcosa, prima di commuoverci troppo.

Fischiettando "Il Pescatore", varcai l'entrata del bar e mi diressi verso il bancone. Il locale era deserto, data l'ora tarda, tranne che per un vecchio, seduto in un angolo, di spalle, ad un tavolino. Mi accorsi che l'uomo era vecchio dalla lentezza dei movimenti con cui si versava da bere e accostava il bicchiere alle labbra; da questo e dal candore della barba che gli adornava il viso. La intravidi, la barba, quando l'uomo girò impercettibilmente il capo e mi lanciò un'occhiata fugace.

Senza un particolare motivo, trasportai il bicchiere di birra al tavolo vicino a quello dov'era seduto il vecchio, mi sedetti e chiusi gli occhi, assaporando la birra e la calma.

- "Mi scusi, era una canzone di Fabrizio De André, quella che fischiettava prima?"- una voce di un basso profondo mi riportò alla vita.
- "Sì, certo." - risposi, osservando la faccia dell'uomo che mi aveva posto la domanda.
- "Me ne ricordo" - continuò il vecchio, più riflettendo ad alta voce che interloquendo. "Le sapevo cantare quelle canzoni, una volta. Le conoscevo bene." - sospirò.

Continuavo ad osservare le rughe profonde, i capelli bianchi e lisci. Mi soffermai a fissare l'occhio semichiuso che si intravedeva attraverso le lenti spesse degli occhiali.

- "Sono sette anni, oggi." Buttai lì.
- "Me ne ricordo" - ripetè il vecchio. "Certo che si è levato da un bell'impiccio. Aveva firmato un contratto che gli imponeva di fare tre dischi in non rammento più quanti anni." - disse, ridacchiando.
- "Tre anni, mi pare. O forse cinque. Era un bel problema, comunque, per uno pigro come il nostro amico" - risposi.
- "Proprio un bel problema" - rimarcò l'uomo - "In un modo o nell'altro, però, l'ha risolto".
- "Mi sono chiesto spesso, in questi anni, cosa farebbe, oggi, uno come lui" - lasciai che la domanda si formulasse.
- "Niente di particolare, credo." - arrivò puntuale la risposta - "Sì, credo proprio che non farebbe niente di particolare." - Concluse il vecchio, alzandosi. "Adesso è ora che io vada." - proseguì. Una specie di sorriso gli illuminava il viso mentre, dopo avermi stretto la mano, si incamminava per la sua strada.

4 Commenti:

Blogger PiB dice...

sono già passati sette anni...sembra ieri...grazie..stasera gli dedico ua canzone

11/1/06 18:13

 
Anonymous paola dice...

...ma se ne è andato sulla sua "cattiva strada"? e non l'hai seguito!

12/1/06 10:21

 
Anonymous Lady Macbeth dice...

Probabilmente sarà andato in direzione ostinata e contraria, con un sole solo suo che gli scaldava il viso.
...comunque sì, Max, ho battuto la testa e i primi peggioramenti già si vedono. Anche se dovrei fare il conto di quante volte ho fatto "tun" con il crapino e vedere un po' se bilancio.
L.M.

13/1/06 12:06

 
Blogger Cilions dice...

Ci sono persone che quando decidono di partire non ci lasciano mai completamente...

15/1/06 10:40

 

Posta un commento

<< Home