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domenica, dicembre 18, 2005

Fahrenheit 451 (Ray Bradbury) [II]

“Senza accendere la luce immaginò nitidamente l'aspetto della camera in cui si trovava. Sua moglie distesa sul letto scoperta e infreddolita, come un cadavere esposto sul coperchio d'una tomba, gli occhi fissati al soffitto mediante invisibili fili d'acciaio, immobili. E nelle orecchie, le minuscole conchiglie, i due tubetti radioriceventi inseriti bene dentro, e un oceano elettronico di suoni, di musica e di parole, di musica e parole, che veniva, veniva a battere sulla spiaggia della sua mente insonne. La camera era davvero come vuota. Ogni notte le onde arrivavano a prenderla e a portarla sul loro immenso riflusso sonoro, spingendola galleggiante sulla marea, a occhi aperti, verso il mattino. Non c'era stata notte da due anni a questa parte, che Mildred non fosse andata alla deriva su quel mare, non vi fosse felicemente sprofondata per la terza volta.”

4 Commenti:

Blogger JeePee dice...

Ah, Bradbury.
Non mi resterà che morire come la vecchia signora, bruciata nei suoi libri...

18/12/05 12:03

 
Anonymous Lady Macbeth dice...

Splendido libro ed indimenticabile film di Truffaut.
Quale libro vorresti diventare?
Io un Dostoevskij qualsiasi.
L.M.

19/12/05 09:23

 
Anonymous paola dice...

io potrei diventare "Il Mondo Nuovo" di H. Auxley, tano per rimanere in tema...

19/12/05 17:09

 
Blogger Max Graziani dice...

@L.M.: Credo che "il libro dell'inquietudine" di Fernando Pessoa potrebbe essere adeguato.

24/12/05 00:09

 

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